Baylee reviewed Gli agenti delle quattro stagioni (Vol. 1) by Kana Akatsuki (Gli agenti delle quattro stagioni, #1)
La danza della primavera
3.0 stars
Questo primo volume di Gli agenti delle quattro stagioni è molto lento: dopo un lungo prologo, sembra che la storia entrerà nel vivo, ma in realtà si ha l’impressione che traccheggi ancora, fino all’ultimo capitolo dove abbiamo un flashback che ci racconta com’è successo che l’Agente della Primavera, Hinagiku, sia scomparsa per dieci anni. Quindi a questo punto direi che la storia vera e propria inizierà nel secondo volume e questo sia stato per lo più un lungo prologo.
Non ne sono poi così sorpresa perché anche Violet Evergarden, di cui ho visto solo l’anime e che è il primo lavoro di Kana Akatsuki, si prendeva il suo tempo per raccontarci cosa era accaduto alla protagonista. È probabile che questo primo volume acquisirà molto più senso una volta che saremo più addentro alla storia. Però non aspettatevi una storia piena di azione perché – almeno in questo volume …
Questo primo volume di Gli agenti delle quattro stagioni è molto lento: dopo un lungo prologo, sembra che la storia entrerà nel vivo, ma in realtà si ha l’impressione che traccheggi ancora, fino all’ultimo capitolo dove abbiamo un flashback che ci racconta com’è successo che l’Agente della Primavera, Hinagiku, sia scomparsa per dieci anni. Quindi a questo punto direi che la storia vera e propria inizierà nel secondo volume e questo sia stato per lo più un lungo prologo.
Non ne sono poi così sorpresa perché anche Violet Evergarden, di cui ho visto solo l’anime e che è il primo lavoro di Kana Akatsuki, si prendeva il suo tempo per raccontarci cosa era accaduto alla protagonista. È probabile che questo primo volume acquisirà molto più senso una volta che saremo più addentro alla storia. Però non aspettatevi una storia piena di azione perché – almeno in questo volume – ci si sofferma molto sul trauma che è stato la scomparsa della Primavera: innanzi tutto per la diretta interessata e per le persone legate a lei, poi per il Paese che è stato privato di una stagione.
Ho apprezzato molto anche l’uso di varie soluzioni grafiche per rendere visivamente il trauma, anche se con una in particolare all’inizio ci ho litigato: si tratta della parlata di Hinagiku, che si esprime a scatti, un ritmo spezzato che viene indicato con l’inserimento di virgole laddove lei fa una pausa. Ci ho messo un po’ di pagine ad abituarmi a questa sua caratteristica, che all’inizio mi ha confuso parecchio.
Nonostante poi la lentezza nell’arrivare al dunque e il tempo speso a presentarci i personaggi più rilevanti, ci sono dei temi interessanti che mi sono balzati agli occhi e che, se avete amato Violet Evergarden, vi faranno desiderare di provare anche questa nuova serie – in formato light novel, o anime, che sta uscendo proprio in questa primavera 2026, oppure manga, che Panini Comics sta portando in Italia. Innanzi tutto, la penna di Akatsuki è molto abile nel tratteggiare persone con traumi, grandi dolori e non detti grandi come palazzi; poi spero che verrà approfondito il tema della non-violenza e della possibilità che Hinagiku guidi le stagioni verso un nuovo corso. Sono molto curiosa di vedere come la storia di muoverà nel secondo volume.